Jean-Michel Basquiat, storia del famoso artista e graffitista americano

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Jean-Michel Basquiat, storia del famoso artista e graffitista americano, scomparso prematuramente nel 1988, nel post a cura di Vivace Moda

Jean-Michel Basquiat non è stato solo un grande artista statunitense ma una vera e propria stella della seconda metà del Novecento. Attraverso la sua straordinaria abilità nell’unire la street art all’espressione artistica tradizionale, Basquiat ha ridefinito i confini dell’arte contemporanea al pari di Keith Haring e altri artisti di quel tempo, tra i primi a realizzare delle opere d’arte su strada.

In questo nuovo post dedicato alla Street  Art e ai suoi protagonisti, esploreremo la vita, le opere e il lascito di Jean-Michel Basquiat, evidenziando il suo impatto nella storia dell’arte. Bentornati su Vivace Moda!

Jean-Michel Basquiat: vita e opere

Jean-Michel Basquiat nasce a New York il 22 dicembre del 1960 come secondo di quattro figli di una coppia mista (padre contabile di origine haitiana e mamma americana ma di origini portoricane. Si avvicina all’arte grazie alla passione proprio della madre, che lo porta ai musei e lo iscrive al Brooklyn Museum of Art.

Jean-Michel è un bimbo molto precoce, che a soli 7 anni realizza un libro per bambini insieme a Marc Prozzo. Un brutto incidente lo costringe a letto. La mamma gli regala il libro di anatomia “Grey’s Anatomy”, che si rivela di grande ispirazione per il giovane Jean-Michel. A soli 11 anni parla già correttamente 3 lingue.

Purtroppo la separazione dei genitori ha conseguenze disastrose sul giovane Basquiat: la madre entra ed esce da un ospedale psichiatrico e questo lo segna particolarmente. Inizia a fare uso di droga e scappa di casa a soli 15 anni.

Ritrova l’ispirazione attraverso il graffitismo, un movimento artistico che nasceva in quegli anni nelle strade della Grande Mela. Basquiat trova ispirazione nelle culture afroamericane, africane e azteche, creando opere che riflettono il suo profondo interesse per la musica jazz e le tematiche sociali. Nel frattempo, visto il suo carattere ribelle, viene iscritto alla City-As-School, una scuola superiore alternativa di Manhattan, frequentata da studenti che hanno problemi con le normali dinamiche sociali scolastiche.

Il movimento SAMO

Basquiat rapidamente attira l’attenzione del mondo artistico, diventando un punto di riferimento nella scena artistica di New York, tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta. Fonda il movimento SAMO, abbreviazione di “The Same Old Shit”, in riferimento alla droga che il giovane consuma con i suoi amici. Firma le sue opere con questa sigla insieme all’amico e collega, Al Diaz.

Lavorando sotto lo pseudonimo di SAMO, lui e Al Diaz incidono slogan pubblicitari, rivoluzionari e satirici, come ad esempio “SAMO© SAVES IDIOTS” (SAMO© salva gli idioti) o “SAMO© COME ALTERNATIVA A DIO”. Inizia a fare uso di droghe pesanti e viene espulso anche dalla City-As-School per aver picchiato il preside.

Realizza i propri graffiti di notte, intorno alla School of Visual Arts, dove fa amicizia con gli studenti John Sex, Kenny Scharf e Keith Haring. Ha il tempo di fondare anche una band, che chiama Gray.

Per vivere realizza cartoline con l’amica Jennifer Stein, che poi vende a SoHo. Proprio qui conosce Andy Warhol. Nel frattempo rompe il suo sodalizio con Al Diaz e tappezza la città con opere firmate “SAMO© IS DEAD”.

La collaborazione con Andy Warhol

Negli anni ’80 Basquiat è già un nome importante per l’arte contemporanea. In questo periodo ha l’opportunità di collaborare con uno dei suoi idoli, ossia l’acclamato artista Andy Warhol.

La collaborazione tra Basquiat e Warhol ha prodotto opere uniche, in cui i due artisti fondono le loro diverse prospettive e stili. Questa partnership contribuisce ad aumentare la visibilità di Basquiat e a consolidare la sua posizione nell’arte contemporanea dell’epoca.

Nel 1984, Basquiat, insieme ad Andy Warhol e a Francesco Clemente, inizia una serie di collaborazioni, di dipinti a “sei mani” commissionati da Bruno Bischofberger.

Nell’ambiente frequentato dal giovane (alcuni club esclusivi frequentati dagli artisti di New York), inizia anche una storia d’amore con una giovane artista: si tratta della cantante Madonna. Rafforza la sua amicizia con Keith Haring, che andrà avanti fino alla morte.

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Galerie Bruno Bischofberger, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Lo stile di Basquiat

Basquiat ha sviluppato uno stile unico, caratterizzato da linee e segni energici, testi scritti a mano, simboli criptici dai colori vivaci. La sua abilità nell’applicare il colore con gesti decisi, spremendo direttamente i tubetti sopra alla tela, conferiva alle sue opere un’immediatezza e una forza emotiva, straordinarie.

Le tematiche affrontate da Basquiat erano profonde e complesse. Attraverso i suoi dipinti, ha esplorato questioni sociali, politiche e razziali, offrendo una critica serrata al sistema di potere e all’oppressione. Opere come “Irony of the Negro Policeman” hanno affrontato il tema dell’oppressione razziale, mentre in “Dustheads” ha catturato la complessità della vita urbana e delle dipendenze.

Proprio la sua dipendenza da eroina lo porta alla morte a soli 27 anni.

Jean-Michel Basquiat

La tragica scomparsa

Nonostante il rapido successo e l’acclamazione internazionale, la vita di Basquiat è segnata da una lotta personale, come detto, contro le dipendenze.

Dopo la morte di Andy Warhol (avvenuta nel 1987), Basquiat si aggrappa all’eroina per superare la perdita. Nel 1987 tenta di disintossicarsi, ma non riesce a completare il percorso, morendo per overdose nel suo loft il 12 agosto 1988, nonostante il tentativo di soccorso. Poco tempo dopo se ne andrà anche l’amico Keith Haring (AIDS).

La sua morte ha rappresentato comunque una perdita enorme per il mondo dell’arte, che ha perso un talento straordinario in costante evoluzione e che ancora oggi viene ricordato con stima. Viene così soprannominato il “James Dean dell’arte moderna” per la sua rapida  ascesa e altrettanto rapido declino.

Il lascito di Basquiat

Nonostante la sua tragica scomparsa, il lascito artistico di Basquiat continua a influenzare e ispirare diverse generazioni di artisti. Le sue opere sono considerate vere e proprie icone dell’arte contemporanea, esposte in importanti musei e collezioni private in tutto il mondo.

La sua abilità nel trasformare la street art in opere d’arte riconosciute a livello internazionale ha aperto nuovi orizzonti e ha dimostrato il potere dell’espressione artistica come strumento di denuncia sociale e di riflessione sulla condizione umana.