Ozmo: bio dello street artist italiano

0
72
ozmo
Cecily bang, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Ozmo: bio dello street artist italiano nel post a cura di Vivace Moda

Uno degli street artist italiani più famosi è Gionata Gesi. Parliamo del più conosciuto Ozmo. 

L’artista si contraddistingue per la sua grande intensità e per l’impatto figurativo dei suoi lavori. Le sue opere suscitano grande stupore e curiosità e riescono a colpire qualsiasi osservatore. 

Nato a Pontedera nel 1975 è riconosciuto soprattutto per i suoi lavori nella street art. 

Vediamo di seguito qual è la sua biografia e quali sono le opere più famose che ha realizzato.

Ozmo: la biografia

Dopo essersi laureato presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze, decide di dedicarsi per un anno alla pratica del writing. Successivamente inizia il suo percorso nella street art, nell’arte contemporanea e nella public art. Molteplici sono i lavori che realizza da quel momento. 

Ciò che caratterizza i suoi lavori sono soprattutto gli stimoli iconografici, antichi e moderni.

Dall’anno 2001 viene riconosciuto come uno degli art più famosi. Collabora con Abbominevole, Oliver D’Auria, con il quale installa poster a grandissime altezze utilizzando bastoni telescopio. 

Una delle opere che lo caratterizzano è la produzione di un teschio, assemblata e rielaborata.

Nel 2005 partecipa all’Urban Edge Show, insieme ad altri importanti artisti come Blu, Police e Shepard Fairey.

Nel 2007 partecipa a Street Art Sweet Art che si è svolto al PAC di Milano e nel 2008 alla Scala Mercalli presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma.

Arte contemporanea

Numerosi sono anche i lavori di arte contemporanea. Per arte contemporanea si intendono quei movimenti e quelle tendenze artistiche che sono nate successivamente alla seconda guerra mondiale 

Si occupa della realizzazione di opere ad olio che venivano realizzate su un piano che era diverso da quelli utilizzati nella street art. 

Nel 2007 Ozmo fa parte della mostra Arte italiana “Pittura”, che si è svolta al Palazzo Reale di Milano che fu curata da Vittorio Sgarbi.

Anche fuori dell’Italia ha avuto successo soprattutto alla Pure Evil Gallery di Londra nel 2008.

Public art

Con il termine “Public art”, in italiano arte pubblica, si intende una specifica modalità di presentazione dell’arte, che entra proprio nel tessuto sociale ma anche in questo urbanistico. Gli artisti che riescono a portare l’arte su questo luogo pubblico riescono a far uscire la propria creatività.  

Importanti sono le opere che ha realizzato nella public art. I suoi primi passi li muove nell’ambito del muralismo contemporaneo e molteplici sono le partecipazioni ai festival di grandi brand. Tra i più noti ricordiamo quello di Absolut nel 2010. La sua opera fu citata nel New York Times.

Nel 2011 si occupa del murale chiamato “Big fish eats small fish” a Londra, nella zona Shoreditch dove già precedentemente aveva lavorato Bansky. 

Tra il 2014 e il 2016 lavora tra Miami e Wynwood, ovvero l’area internazionale per l’arte contemporanea e il neomuralismo. 

Nell’anno 2015 è stato anche il direttore artistico della Wall in Art, ovvero la manifestazione internazionale di muralismo, che si svolge a Brescia in Valle Camonica (Brescia).

In Italia nel 2019 realizza, nella città di Rieti, un’opera sulla facciata del Tribunale il cui progetto è chiamato “Trame-Tracce di memoria”.